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Tema natale senza ora di nascita: che cosa si legge lo stesso

DUE ORE · Impara a leggere il tuo tema natale in 2 ore

Un grado ogni quattro minuti: mezz'ora di errore sposta l'ascendente di quasi otto gradi. Perché la data da sola non basta, dove si recupera l'ora in Italia, e che cosa resta leggibile quando non salta fuori.


Per una carta servono tre dati, e sono gli stessi che servivano duemila anni fa: il giorno, l'ora e il luogo in cui sei nato. Nient'altro. Non serve il nome, non serve il cognome, non serve nessuna informazione su di te — chiunque fosse nato in quel posto in quel minuto avrebbe il tuo stesso disegno, e questo dice già parecchio su che genere di oggetto stiamo maneggiando.

Il giorno non è un problema per nessuno. Il luogo è il comune di nascita, non quello dove sei cresciuto e nemmeno quello dove vivi adesso: se sei nato all'ospedale del capoluogo mentre i tuoi abitavano venti chilometri più in là, vale l'ospedale.

L'ora è quella scritta, non quella ricordata. «Verso mezzogiorno» e «era mattina presto» non bastano — e vale la pena capire perché, con un conto che puoi rifare da solo.

Un grado ogni quattro minuti

La Terra compie un giro su sé stessa in circa 24 ore. Trecentosessanta gradi diviso 24 fa 15 gradi all'ora, cioè un grado ogni quattro minuti. Non è astrologia, è la divisione che hai appena visto fare.

Quel grado che scorre ogni quattro minuti è il punto dello zodiaco che sorge a est, cioè l'ascendente. In media cambia segno ogni due ore circa — in media, perché alle nostre latitudini certi segni sorgono in fretta e altri ci mettono molto di più.

Un errore di mezz'ora sull'orario sposta l'ascendente di quasi otto gradi, e se eri già vicino al confine fra due segni ti ritrovi con un ascendente diverso da quello vero.

Ecco perché la data da sola non basta. Il Sole resta nello stesso segno per circa un mese, quindi il segno solare lo ricavi dal solo giorno di nascita, ed è il motivo per cui tutti sanno il proprio. Tutto il resto del disegno, invece, gira: l'ascendente, la posizione delle case, quale corpo si trova in quale settore.

Due persone nate lo stesso giorno nella stessa città, una alle sette del mattino e una alle sette di sera, hanno lo stesso segno solare e due carte che non si somigliano quasi per niente. È anche la ragione per cui la rubrica del giornale, che dell'ora non sa nulla, non può fare quello che puoi fare tu.

Dove si recupera l'ora

Se in casa c'è un documento con l'orario, vai a prenderlo: dieci minuti spesi ora evitano di rifare tutto più tardi. I posti dove salta fuori più spesso sono due — gli appunti dell'ospedale finiti in un cassetto e la memoria di chi c'era. Se due parenti ti danno due orari diversi, prendi il più preciso dei due e vai avanti.

E se quel documento non c'è? Succede spesso, molto più di quanto pensi, e non ti esclude da niente.

Che cosa resta leggibile senza l'ora

Metti in fila i tre dati principali e guarda le loro velocità. Il Sole cambia segno una volta al mese. La Luna ogni due o tre giorni. L'ascendente ogni due ore.

Sono tre orologi con tre velocità diverse, e il più veloce dei tre è l'unico che dipende dall'ora al minuto — e anche dal luogo, perché l'ascendente non è una proprietà del cielo: è l'incrocio fra il cielo e il punto della Terra in cui stavi. Nello stesso identico istante, a Palermo e a Oslo, sopra l'orizzonte sta sorgendo un grado diverso. Il Sole invece è dove è.

Quindi, senza ora: Sole e Luna restano leggibili, e con loro tutti i pianeti nei segni. Si perdono l'ascendente e le case, cioè la ripartizione del disegno in dodici settori.

E non si tira a indovinare: si scrive che manca. Una carta con un dato dichiarato mancante è onesta; una carta con un dato inventato non serve a niente.

Quando i tre dicono cose diverse

Prendi una carta con l'ascendente in un segno d'aria, il Sole in un segno di terra e la Luna in un segno di fuoco. Tre elementi diversi su tre dati, e nella tradizione i tre elementi non si somigliano per niente.

La prima reazione è pensare di aver sbagliato i calcoli. La seconda è cercare quale dei tre sia «quello vero». Sono la stessa reazione, e portano allo stesso posto: buttare via due terzi di quello che hai.

La contraddizione è il dato, non l'errore. Una carta in cui i tre dicono la stessa cosa esiste e capita, ed è una carta che si legge in trenta secondi; una carta in cui dicono cose diverse ha semplicemente più materiale, e la lettura consiste nel tenerlo insieme senza appianarlo.

Tenerlo insieme vuol dire una cosa concreta: si scrivono tutti e tre di seguito, uniti da una congiunzione avversativa, e ci si ferma. «Una carta che si presenta leggera, e che allo stesso tempo tira verso qualcosa di solido, e che la sera ha bisogno di scaldarsi.» È scomoda da dire tutta d'un fiato, e va bene così.

Quello che non si fa mai è la media. Aria più terra non fa una via di mezzo tiepida: fa aria e terra nella stessa carta, che è tutt'altra cosa. E non si sceglie neanche il dato che piace di più, che è la tentazione vera e la sola che riesce sempre.

Un avvertimento sui calcolatori automatici

Quasi tutti i servizi che calcolano una carta, insieme alla ruota, sputano fuori due pagine di interpretazione automatica. Leggile se ti va, ma sappi come sono fatte: sono testi generati a pezzi, un paragrafo per posizione, e non tengono conto di come i pezzi stanno insieme — che è esattamente la parte difficile.

E controlla il sistema di case che il sito usa come impostazione di partenza: quasi tutti ne hanno uno diverso, e il risultato è che qualche pianeta ti risulterà in una casa diversa da quella che leggeresti altrove. Non è un errore di nessuno dei due: è una scelta di metodo, e conviene sapere quale stai usando.

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